Le origini - 1872
Il Casino del Monaco deve il suo nome al monaco Don Andrea Morelli, che lo costruì nel 1872. Originario della contrada Colle Quercia di Casalvieri, Don Andrea apparteneva all’Abbazia di Casamari, situata nel Regno Pontificio.
Casalvieri, fino all’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, fu una zona di confine, contesa fin dai tempi antichi: dapprima dai Romani contro i Sanniti, poi, dopo la caduta dell’Impero Romano, tra i vari nobili della zona. Durante il tardo Medioevo divenne parte del Regno delle Due Sicilie, appartenendo alla Terra di Lavoro, sotto la giurisdizione della Provincia di Caserta e, per tribunali e catasto, dipendente da Santa Maria Capua Vetere.
La leggenda - Don Morelli
La storia di Don Andrea si intreccia con la leggenda: si racconta che, nel 1870, con l’annessione del Regno Pontificio al Regno d’Italia, lui e un altro monaco di Sora lasciarono l’Abbazia di Casamari portando con sé numerosi beni del monastero. Alcuni sostengono che trafugarono la cassa dell’Abbazia, mentre altri affermano che il loro compito fosse custodirla.
Quale che sia la verità, Don Andrea utilizzò tali risorse per costruire un robusto edificio vicino a Colle Quercia, che divenne il Casino del Monaco. L’edificio era protetto da un alto muro di cinta e sopra il portone principale c’era una feritoia difensiva, da cui il monaco poteva sorvegliare e, all’occorrenza, respingere eventuali intrusi con un fucile. Tempi difficili, scelte necessarie.
Don Andrea visse nel Casino fino al 1910, anno della sua morte, avvenuta in circostanze misteriose. Il suo corpo fu trovato riverso nel camino, alimentando voci e superstizioni popolari. Per anni si raccontò che il suo fantasma vagasse tra le mura del Casino.
Dai nipoti ai nuovi proprietari
Dopo la morte di Don Andrea, il Casino passò in eredità ai suoi nipoti, tra cui Loreto, un uomo dal carattere spigoloso e noto per le numerose dispute legali legate alle proprietà immobiliari. L’edificio rimase disabitato per circa vent’anni, pur non essendo del tutto abbandonato.
Un falegname utilizzò alcune stanze come bottega, mentre altri eredi lo adibirono a ricovero per animali. Nel 1935, i miei nonni materni, Pompilio Di Rezze e Vittoria Puzzuoli, acquistarono parte della proprietà, dando così inizio alla nostra storia familiare con il Casino del Monaco.
Durante la guerra
Mio nonno Pompilio era un contadino di Iacuccio (Casalvieri) e lavorava stagionalmente in Francia per risparmiare e garantire un futuro solido alla sua famiglia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, con il fronte di guerra concentrato nella vicina Cassino, il Casino del Monaco divenne un rifugio per gli sfollati. Anche la famiglia di mio nonno dovette trovare una sistemazione temporanea presso Colle Perenna.
Terminato il conflitto, la mia famiglia tornò a vivere nel Casino per un paio d’anni, fino al 1947, quando emigrò in Francia, e successivamente, nel 1952, negli Stati Uniti. Prima di partire per l’America, mio nonno acquistò l’intera proprietà, non senza difficoltà: per ottenere il pieno possesso, dovette versare una somma considerevole a Loreto, che tentava ancora di rivendicare diritti sulla struttura.
Il Casino oggi
Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1968 Pompilio e Vittoria tornarono dagli Stati Uniti e decisero di ristrutturare il Casino, che versava in condizioni critiche. I terreni furono rimessi a coltura e il Casino tornò a nuova vita. Successivamente, l’edificio ha subito diversi interventi di recupero: Anni ’60: prima grande ristrutturazione post-emigrazione 2002, 2013 e 2022: interventi strutturali per consolidare e migliorare il comfort della struttura.
Mi chiamo Carmelo, e oggi sono orgoglioso di custodire e condividere la storia e l’atmosfera unica di questo luogo con tutti coloro che cercano un’esperienza di benessere.
Il Casino del Monaco non è solo un edificio storico: è un angolo di pace, dove la storia incontra la natura, dove è possibile rallentare e ritrovare l’equilibrio tra corpo e spirito, immergendosi nei ritmi lenti e autentici di un tempo. Spero che chiunque varchi questa soglia possa percepire la magia e l’anima di questo luogo, come è successo a me.
"Amazing Stay"
Siamo venute dall’Alto Adige nella “Valle di Comino”, al confine con Umbria, Abruzzo, Molise e Campania, per conoscere e visitare questi posti davvero incantevoli e ricchi, sia di storia che di tanta umanità. Se vi trovate in zona e cercate un alloggio vi consigliamo il “Casino Del Monaco” camere semplici, pulite, ben arredate e complete. Lo gestisce Carmelo che prepara una ricca colazione a base di prodotti locali e, inoltre, fornisce tante coccole condite con saggezza, intelligenza, competenza e tanta simpatia. Ci siamo sentite davvero a casa e ospiti gradite. Tiziana e Elisabetta
Tiziana Marchetto
"Magical Place"
Un angolo speciale a Casalvieri. Ho passato un bellissimo soggiorno al Casino del Monaco. Camere pulite e accoglienti, colazione ottima con prodotti freschi e genuini. Ma la vera forza del posto è l’ospitalità del Sig. Carmelo: gentile, disponibile e sempre attento. Un luogo tranquillo, immerso nella natura, dove si respira storia e autenticità. Consigliatissimo!
Rocco Capobianco
"A Great Find"
Ho soggiornato in questo bed and breakfast per un weekend e ne sono rimasto davvero colpito. L’arredamento è curato nei minimi dettagli, con uno stile caldo e accogliente che ti fa sentire subito a casa. Ogni angolo trasmette gusto e attenzione, creando un’atmosfera rilassante e piacevole. Il paesaggio è semplicemente incantevole: immerso nel verde, con una vista che rigenera lo spirito. È il posto perfetto per staccare dalla routine e godersi un po’ di tranquillità nella natura. Assolutamente consigliato, ci tornerò volentieri!
Adriano Riggi

